
Se le emozioni non fossero eventi che semplicemente subiamo, ma costruzioni del cervello, in che modo cambierebbe il nostro modo di percepire noi stessi e gli altri?
Secondo la teoria delle emozioni costruite della neuroscienziata Lisa Feldman Barrett, le emozioni non sono stati biologici fissi inscritti nel corpo in risposta a stimoli esterni. Al contrario, emergono come significati costruiti dal cervello attraverso un processo predittivo che interpreta le sensazioni corporee — come il battito cardiaco, i ritmi respiratori, la tensione muscolare e i livelli di attivazione fisiologica — in relazione al contesto e all’esperienza, utilizzando concetti appresi per attribuire significato a questi segnali. Di conseguenza, le emozioni sono profondamente influenzate dal contesto culturale di appartenenza.
What is (not) an emotion? traduce questo quadro teorico in un sistema esperienziale che combina realtà virtuale e monitoraggio biometrico in tempo reale. Durante l’immersione in realtà virtuale, il battito cardiaco del partecipante viene registrato e reso visibile a un pubblico esterno. In questo modo, la separazione tra esperienza interna e rappresentazione esterna del corpo, diventa uno spazio in cui viene reso visibile il processo stesso attraverso cui l’osservatore costruisce il significato emotivo. Nell’osservazione esterna del dato biometrico, lo stesso segnale fisiologico può generare interpretazioni differenti a seconda dell’esperienza pregressa dell’osservatore e del suo sistema interpretativo;
Per il partecipante immerso nella realtà virtuale, invece, lo stesso principio di costruzione emotiva emerge a livello percettivo all’interno dell'ambiente immersivo, caratterizzato da instabilità predittiva in cui, il sistema di previsione del cervello, aggiorna continuamente le proprie aspettative attraverso conferme, ritardi o violazioni generate dal sistema audiovisivo.
A partire da questo quadro teorico, l’opera esplora le implicazioni di questa teoria: se le emozioni non sono entità incontrollabili, ma processi che emergono dalla formazione del pensiero, in quale misura possono essere comprese, riconosciute o persino modificate? E quale ruolo possono assumere nella strutturazione delle dinamiche sociali e relazionali? Da questa prospettiva, l’emozione viene intesa non solo come fenomeno individuale, ma anche come elemento che contribuisce a determinare il modo in cui gli individui interpretano gli altri e costruiscono le relazioni, aprendo nuove possibilità di comprensione e riconfigurazione dei rapporti all’interno di dinamiche di conflitto, incomprensione e dominio.
Installazione VR interattiva con visualizzazione dei dati biometrici












